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ADHD o bambino semplicemente agitato? Come riconoscere le differenze.

ADHD o bambino semplicemente agitato? Come riconoscere le differenze.

Prima di tutto specifichiamo che il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività non è una malattia ma una neurodivergenza, ossia una variazione del funzionamento del cervello e del funzionamento cognitivo che si differenzia dallo standard cosiddetto “normotipo”. Implica un modo unico di percepire, apprendere e interagire con il mondo circostante che spesso non è pronto ad accogliere queste diversità e le persone neurodivergenti devono adattarsi mettendo in atto comportamenti e agiti che non vengono compresi.

Consideriamo che i bambini in età dello sviluppo mostrano irrequietezza, agitazione, spesso quando sono stanchi mostrano eccitazione e voglia di muoversi. I bambini vivaci ed esuberanti a queste età sono indice di normalità, hanno bisogno di esplorare il mondo circostante anche con estremo entusiasmo, corrono, saltano… tutto questo è sano nel momento in cui si sanno fermare, sanno rispettare le regole educative o se vengono ripresi.

Quando invece un bambino mostra un livello di agitazione costante in diversi contesti (casa, scuola, tempo libero) tale da compromettere le relazioni e la vita scolastica, allora potremmo essere di fronte ad un bambino con ADHD il cui cervello ha un modo diverso di funzionare che fa fatica a fermarsi, autoregolarsi e a frenare le reazioni immediate.

L’ADHD rientra nei disturbi del Neurosviluppo.  Secondo il DSM-5 e DSM-5* ter (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, la guida di riferimento per gli psicologi e psichiatri) la valutazione di ADHD richiede la presenza di almeno 6 sintomi su 9 di disattenzione e/o iperattività-impulsività. I sintomi devono persistere per oltre 6 mesi, manifestarsi in più contesti (es. casa e scuola), causare un danno funzionale ed essere comparsi prima dei 12 anni di età e possono compromettere in diverso modo il funzionamento personale, sociale, scolastico o lavorativo dell’individuo.

È importante ricordare che una diagnosi di ADHD non definisce il valore, le capacità o il futuro di un bambino. Riconoscere precocemente le sue caratteristiche significa comprenderne il funzionamento e offrirgli gli strumenti più adatti per esprimere le proprie potenzialità. Con il giusto supporto, una collaborazione tra famiglia, scuola e professionisti e strategie educative mirate, i bambini e i ragazzi con ADHD possono sviluppare autonomia, fiducia in sé stessi e vivere con serenità il proprio percorso di crescita e di apprendimento. Comprendere l’ADHD è il primo passo per sostituire il giudizio con la consapevolezza e trasformare una difficoltà in un’opportunità di crescita.

Dott.ssa Laura Sartorelli