Tutte le volte che c’era da fare un dettato in classe Pietro pretendeva che la maestra ripetesse più e più volte le parole… e se la maestra andava avanti, il bambino si alzava, urlava, strappava il foglio ed usciva piangendo…. Sembrava che nessuno potesse confortarlo. Le maestre non sapevano più come comportarsi con lui: “è sempre distratto, tanto da rimanere indietro nella didattica: non sa ancora leggere in modo fluido e quando viene ripreso per impegnarsi di più, lui risponde male e non ubbidisce, si alza dal banco ed esce dalla classe piangendo. Nulla sono valse le note e i colloqui con i genitori”.
Lo screening DSA nella scuola primaria
La svolta è arrivata con le somministrazioni di screening nelle classi seconde della scuola primaria e così anche in quella di Pietro: prove comuni di dettatura, comprensione testo e prove individuali di lettura, con lo scopo di individuare preventivamente eventuali disturbi di apprendimento.
Dopo che la psicologa nella prova individuale gli ha permesso di terminare la lettura del brano rispettando i suoi tempi, e lo ha lodato per l’impegno dimostrato, Pietro ha mostrato un sorrisone e si è confidato con la psicologa. “Sai, nessuno mi aveva mai detto prima che sono stato bravo… io so di essere inutile e che gli altri riescono a leggere e a scrivere meglio di me… ma io non ci riesco e così mi arrabbio! Mi impegno tanto ma deve esserci qualcosa di rotto in me che non funziona”.
Non vorrei mai sentire dire queste cose ai bambini, ma lavorando nelle scuole, soprattutto negli ultimi anni devo dire che non sono rare le volte che i bambini esternano in questo modo così doloroso le loro difficoltà e i loro stati d’animo.
Perché Pietro si comportava così?
Dietro a quei giudizi affrettati “è sempre distratto… è maleducato” c’era Pietro, con un disturbo dell’apprendimento (certificato successivamente tramite una valutazione) con la sua voglia di riuscire ad essere uguale agli altri, e invece si sentiva in colpa perché non riusciva a rispondere alle aspettative degli insegnanti e dei genitori, veniva a scuola con l’ansia e sperimentava sempre tanta frustrazione e rabbia.
Chi c’è dietro ad ogni “Pietro”?
Dietro ogni “Pietro” considerato svogliato, maleducato, distratto, pigro, oppositivo, c’è spesso un bambino che vive un profondo malessere e che aspetta di essere ascoltato e compreso da un adulto preparato ad accogliere il suo essere così com’è, per aiutarlo a farlo stare meglio, a crescere con gli strumenti giusti e a raggiungere gli obbiettivi prefissati, individuando precocemente i disturbi dell’apprendimento.
Cosa si può fare?
È sufficiente una valutazione approfondita per arrivare non ad un verdetto, come spesso viene vissuta la valutazione dai genitori, ma ad una chiave di lettura corretta che permette di applicare gli interventi più appropriati.
Quali sono gli interventi più appropriati in attesa di una valutazione certificata?
Sicuramente l’intervento più appropriato è un percorso di potenziamento che andrebbe effettuato in modo congiunto scuola-famiglia-psicologo
- Potenziamento Emotivo: individuare le risorse del bambino per far crescere l’autostima e utilizzare le sue doti per compensare le difficoltà; questo lo aiuterà ad affrontare le sfide con maggiore serenità e lo aiuterà nelle relazioni sociali. Supportare e sostenere i suoi traguardi, anche se piccoli, stimolare e motivare a fare meglio utilizzando poi gli strumenti compensativi e dispensativi. Dare un nome alle emozioni che prova per acquisire maggiore consapevolezza e riducendo ansia e frustrazione.
- Potenziamento Cognitivo: si tratta di un allenamento delle funzioni di base come la memoria, la concentrazione e l’attenzione per poi passare a sviluppare il ragionamento e affrontare i compiti in modo più efficace riducendo la fatica, attraverso una serie di esercizi.
- Potenziamento Metacognitivo: aiutare il bambino a capire come funziona la propria mente, insegnando strumenti per pianificare, monitorare e valutare un compito e riflettere prima, durante e dopo l’esecuzione. Considerare diverse strategie, anche creative per raggiungere i risultati.
dott.ssa Laura Sartorelli
